Corso di Reformer e piccoli attrezzi: come, quando e perché
Dal principiante al caso clinico usando soft ball, roller e magic circle
📆 13 - 14 Giugno in presenza al Tanit Studio Pilates di Guspini
💰 250€ - pagamento una tantum
📙 Manuale digitale incluso nel prezzo
✅ Diploma Opes riconosciuto Coni
Nello specifico:
Il Reformer e l’integrazione strategica dei piccoli attrezzi: Protocolli di aggiornamento teorico-pratico per professionisti del movimento.
L’Integrazione dei piccoli attrezzi: oltre la variazione estetica
L'inserimento dei piccoli attrezzi deve seguire una ratio clinica o prestazionale. Il piccolo attrezzo non è un accessorio, ma un mezzo per modificare il braccio della leva o il piano di lavoro. In definitiva, è fondamentale che l'insegnante sviluppi un algoritmo decisionale rigoroso. L'integrazione di un piccolo attrezzo sul Reformer non deve mai essere casuale, ma deve rispondere a una triade metodologica: Come, Quando e Perché.
1. IL PERCHÉ: La ratio biomeccanica
Prima di introdurre un piccolo attrezzo, l'insegnante deve identificare l'obiettivo neuro-meccanico sotteso alla scelta:
· Facilitazione e assistenza
· Propriocezione e feedback
· Sfida e instabilità
2. IL QUANDO: Il “timing” dell'integrazione
La scelta del momento riflette la strategia didattica della lezione:
· Fase di Warm-up
· Fase Centrale (Peak Pose)
· Fase di Defaticamento/Mobilità
3. IL COME: Protocolli di applicazione
La modalità di inserimento determina la sicurezza e l'efficacia dell'esercizio:
· Rispetto dei Vettori di Forza
· Progressione Didattica
· Monitoraggio dei compensi
Sintesi professionale: L'insegnante di alto profilo non "utilizza" i piccoli attrezzi; li prescrive.
Ogni integrazione sul Reformer deve essere una risposta mirata ad un'esigenza biomeccanica rilevata durante l'analisi posturale dinamica dell'allievo.
